Meravigliosamente perduta su lande estranee ai comuni mortali

Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.


Da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

martedì 5 febbraio 2013

Inside


Le tue labbra, la tua lingua, le tue mani. Tutta me, contro il tuo corpo, pelle sulla pelle e sentire che l'eccitazione ci prende per mano e ci porta ad esplorarci da sotto le lenzuola come un sogno.

Il respiro si accorcia come i pensieri al primo morso che ci doniamo sul collo, insieme a percorrere i nostri piaceri, a soddisfare i desideri sena alcun vincolo.

Bocca sulla bocca, seno contro seno, ventri che si toccano, sessi che si cercano, mani che si intrecciano come i gemiti che le nostre bocche esplorano. E sussurrare il tuo nome, continuamente, ad ogni amore, ad ogni ti amo.
Ci penetriamo sempre di più. Dentro sempre più dentro.
Accoglimi senza alcun timore, ti invito ad entrare dentro nelle viscere, a muoverti dolcemente prima e poi lasciare che il nostro fuoco bruci l' inferno stesso, godere del nostro goderci, godendoti e godendomi con uno spasmo alla mente
ed a una luce che mi illumina gli occhi chiusi. Dentro, colpo su colpo, dentro, mentre il tuo ventre si muove come in una danza tribale attorno ad un fuoco, dentro, come le unghie che ti conficco sulla schiena.
dentro come i morsi che mi regalo al seno, dentro, come lo strizzare dei capezzoli, dentro, come il tuo viso
disegnato dalle linee del piacere, dentro, come la bocca aperta all' urlo del gemito interrotto.
dentro, come al vibrare dell' orgasmo. Respiro ansimando, mentre lo schizzo dello sperma
ha riempito pareti infinite. La tua pelle che non mi sembra più pelle e le mie mani cosi sensibili
che solo sfiorarti mi crea piacere. Dentro, come alla mia anima prigioniera di te, invincibile Padrone di me. Le bocche si cercano a placare lentamente i sensi, come a goderci una sosta dopo una lunga corsa. Soddisfatti, con le  membra placate. In attesa, mentre un sorriso pensato invade l'aria.



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