Meravigliosamente perduta su lande estranee ai comuni mortali

Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.


Da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

venerdì 18 novembre 2011

Cielo

sei un cielo
gravido di pioggia
che piove su di me
nudo
e in ginocchio
ed ogni goccia
mi graffia la pelle
e ogni tuono
mi rende sordo
alle voci
di altre donne
e ogni lampo
acceca i miei occhi
e io non posso più
vedere volti
se non l'ultimo 
il tuo
e il vento 
spazza via
le mie speranze
il vento di te
che tutto
sparge via
e mi rende nudo e ferito
come una dea
che comanda gli elementi
in modo maldestro
come un bimba che gioca
col tempo
vestita
di buio
e coltelli
sassi
e sangue
versato sulla via
che portano lontano da me
ma guida
solo al tuo capezzale
e ancora una volta
io
dovrò amarti
poiché
tu mi appartieni
come
una casa abbandonata
dai miei fantasmi
e dalle mie paure
ove
tu ora dimori
ed io riposo


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