Meravigliosamente perduta su lande estranee ai comuni mortali

Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.


Da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

lunedì 30 maggio 2011

Tratto da "Lupo" di Clara Nubile

"...non conosco le regole, le misure, il buonsenso.
D'impulso sono fatta. Sono carne.
Sai, Nunzia, nessun uomo prima d'ora
mi aveva fatto sentire la carne che si agita dentro di me.
Perchè siamo fatti di carne dentro e fuori.
E di ossa che si spezzano come gli equilibri.
E arriva sempre un momento della vita di ognuno di noi,
in cui bisogna avere il coraggio
di spezzare gli equilibri, di stravolgerli
come fosse una necessità, come fosse respiro [...]
Vuoi solo qualcuno che ti protegga dal dolore delle parole,
che ti asciughi le lacrime con amore [...]
quando pensavi che bastava la forza di un uomo
a impedire che il male entrasse in casa.
Invece il male si è infilato anno dopo anno
nelle giunture delle porte,
nelle fessure delle finestre, nelle crepe sui muri
e sul tetto, persino sul terrazzo.
Il male ha costruito un impero sui ricordi.
E ora ricordi e fantasmi si mischiano, si sfaldano.
E bruciano nel braciere della nostra infanzia. Si sfuocano.
Così ora non vediamo altro che ombre,
ora che ci hanno tolto la luce.
E quella voce, che ti raggiunge di notte in un telefono [...].
Quella voce. Quella voce ti riporta il mare, la sabbia,
le farfalle, gli iris selvatici vellutati di nero.
Quella voce [...] vorresti essere proprio là..."


Nessun commento:

Posta un commento