"...non conosco le regole, le misure, il buonsenso.
D'impulso sono fatta. Sono carne.
Sai, Nunzia, nessun uomo prima d'ora
mi aveva fatto sentire la carne che si agita dentro di me.
Perchè siamo fatti di carne dentro e fuori.
E di ossa che si spezzano come gli equilibri.
E arriva sempre un momento della vita di ognuno di noi,
in cui bisogna avere il coraggio
di spezzare gli equilibri, di stravolgerli
come fosse una necessità, come fosse respiro [...]
Vuoi solo qualcuno che ti protegga dal dolore delle parole,
che ti asciughi le lacrime con amore [...]
quando pensavi che bastava la forza di un uomo
a impedire che il male entrasse in casa.
Invece il male si è infilato anno dopo anno
nelle giunture delle porte,
nelle fessure delle finestre, nelle crepe sui muri
e sul tetto, persino sul terrazzo.
Il male ha costruito un impero sui ricordi.
E ora ricordi e fantasmi si mischiano, si sfaldano.
E bruciano nel braciere della nostra infanzia. Si sfuocano.
Così ora non vediamo altro che ombre,
ora che ci hanno tolto la luce.
E quella voce, che ti raggiunge di notte in un telefono [...].
Quella voce. Quella voce ti riporta il mare, la sabbia,
le farfalle, gli iris selvatici vellutati di nero.
Quella voce [...] vorresti essere proprio là..."
D'impulso sono fatta. Sono carne.
Sai, Nunzia, nessun uomo prima d'ora
mi aveva fatto sentire la carne che si agita dentro di me.
Perchè siamo fatti di carne dentro e fuori.
E di ossa che si spezzano come gli equilibri.
E arriva sempre un momento della vita di ognuno di noi,
in cui bisogna avere il coraggio
di spezzare gli equilibri, di stravolgerli
come fosse una necessità, come fosse respiro [...]
Vuoi solo qualcuno che ti protegga dal dolore delle parole,
che ti asciughi le lacrime con amore [...]
quando pensavi che bastava la forza di un uomo
a impedire che il male entrasse in casa.
Invece il male si è infilato anno dopo anno
nelle giunture delle porte,
nelle fessure delle finestre, nelle crepe sui muri
e sul tetto, persino sul terrazzo.
Il male ha costruito un impero sui ricordi.
E ora ricordi e fantasmi si mischiano, si sfaldano.
E bruciano nel braciere della nostra infanzia. Si sfuocano.
Così ora non vediamo altro che ombre,
ora che ci hanno tolto la luce.
E quella voce, che ti raggiunge di notte in un telefono [...].
Quella voce. Quella voce ti riporta il mare, la sabbia,
le farfalle, gli iris selvatici vellutati di nero.
Quella voce [...] vorresti essere proprio là..."
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