Meravigliosamente perduta su lande estranee ai comuni mortali

Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.


Da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

lunedì 9 maggio 2011

Assenza di una presenza

Capita a volte di incrociare persone che avvertono le stesse vibrazioni, nello stesso identico modo, come in un concerto dove i corpi diventano strumenti, capaci di creare armonie, appunti e contrappunti in un crescendo.
Ho sempre avuto un debole per la parola spagnola tocar, ascoltare, identica al nostro toccare.
In fondo toccare, sentire nello stesso tempo il corpo e la mente di una persona è una melodia meravigliosa, siamo noi gli strumenti musicali in grado di creare con le mani, con le labbra con gli occhi note altissime ed infinite, suoni e sinfonie.
Mi manchi sai, ho bisogno di Te, vorrei essere con Te di nuovo, sentire ancora la tua pelle addosso alla mia, sentire il tuo corpo che modella il mio.
Vorrei poterti stringere, farti sentire le mie mani che scorrono sui tuoi fianchi, ho bisogno di sentire ancora il tuo respiro che mi inonda.
Ho bisogno di un poco della tua forza per vivere queste giornate senza di Te.




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