Meravigliosamente perduta su lande estranee ai comuni mortali

Amo quelli che non sanno vivere che per sparire, poiché son coloro appunto che vanno al di là.
Io amo i grandi disprezzatori perché sono i grandi veneratori, e frecce del desiderio verso l'opposta riva.
Amo coloro che non cercano dietro alle stelle una ragione per tramontare ed offrirsi in sacrificio: ma coloro che si sacrificano sulla terra.
Amo colui che vive per conoscere.
Amo colui che ama la sua virtù: poiché la virtù è volontà di tramontare e una freccia del desiderio.
Amo colui che non trattiene per sè una sola goccia del suo spirito, ma che vuol essere unicamente lo spirito della sua virtù: come spirito, varcherà il ponte.
Amo colui l'anima del quale si prodiga, che non vuole ringraziamento e non restituisce: giacché egli dona sempre e non si vuol conservare.
Amo colui che è libero spirito e libero cuore: così la sua testa non sarà che un viscere del suo cuore.


Da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Wilhelm Nietzsche

venerdì 1 aprile 2011

Lame

le tue lame profanano il mio corpo candido
violenta passione 
in precario squilibrio sulla nostra ossessione
le tue lame profanano il mio collo candido
occhi negli occhi
come spilli a lacerare un'anima che già possiedi

le mie lame 

calde come lava
sezionano il tuo collo
come marmo
col quale far giacere il mio corpo
consunto dal dolore
dalla rabbia ed il rimorso
di incontrarti ora
lasciandoti in pasto
a carnefici inesperti
rispetto me
la mia lama e' la tua lama
che calda
ricuce una cicatrice
fatta di me e te
e chiusa
come una bara
ci sigilla a noi
per l'eterno
soffio della morte
ed il breve respiro della vita




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