Unghie, il rosso che accende.
Mano forte che stringe una rosa,
recisa,
una goccia di linfa che cade dal gambo,
bagna ed evapora nel caldissimo bianco della pelle.
Immutabile il tocco leggero sui petali che imitano,
improbabili, il fuoco degli artigli.
Mi strappano lo sguardo,
artigli di fuoco, di fiamme, di lava,
di calda saliva impastata nel sangue.
Un fiore di carne che cresce e si infiamma,
fra due fiori, le mani, di candido latte.
La lingua scorre sulle dita, petali e spine,
si bagna di linfa e si graffia di passione.
Un graffio di spina sulla lingua rimane per ore
a ricordare il piacere di un tocco rubato.
Sei tu. Divina.
Il viso, lo stesso in quattro cornici.
Il viso, lo stesso in quattro cornici.
Due occhi che amplificano la loro innocenza,
grandissimi a nascondere la vera tempesta,
che celano scuri in quell'orbita tesa.
Immacolata la pelle, torbida l'anima,
a reggere l'immagine di una serpe di senso.
Il senso che emani dalle labbra
gonfiate dall'ultimo bacio di chi ti ha colto nuda
e immobile sul letto bagnato dall'ultimo atto di sesso.
Sei tu. Divina.
Dallo sguardo traspare un fosco presagio.
Dallo sguardo traspare un fosco presagio.
Mi avrai solo e sempre quando tu vorrai.
Comandante del cuore.
Capitano dell'anima.
Sergente di ferro ti neghi. Bastarda.
Anche puttana, sai esserlo.
Non ti voglio nelle mie fantasie.
Ti voglio qui adesso fra le mie mani.
Sei tu. Divina.


Stupendo, scrivi molto, molto bene.
RispondiEliminaAttraverso le parole si creano immagini per me che leggo, e questo non può che farmi piacere.
Un sorriso, ciao.